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Storia della cicogna che diventò 600 gru

Anche l’occhio più distratto avrebbe notato che nei giorni scorsi al Centro Internazionale Loris Malaguzzi stava succedendo qualcosa di molto strano e di bello. Cinquanta giapponesi a capo chino in ogni angolo del Centro, piegavano con sapienza fogli di carta colorata. Cinquanta tra insegnanti e professori. Accanto a loro, con meno sapienza ma uguale impegno, insegnanti, atelieriste, pedagogiste di Reggio Emilia tentavano di fare altrettanto. In tre giorni, l’improvvisato sodalizio reggiano-nipponico ha realizzato con la tecnica degli origami 600 piccolissime gru, invitate d’onore in piazza sabato 17 dicembre, quando sono state donate, in segno di augurio e di pace, ai bambini delle scuole e dei nidi di Reggio.

 

Venuti dal Giappone a Reggio per studiare il Reggio Emilia Approach, gli ospiti hanno portato qui le loro conoscenze, mettendo in atto quel circolo virtuoso che si genera quando vi è scambio di saperi. In men che non si dica, tutto il Centro Internazionale si è messo a studiare non solo come fare un origami, ma, per esempio, che la gru in Giappone è simbolo di lunga vita, di salute e di felicità. E che, dopo la Seconda Guerra Mondiale, è diventata anche simbolo di pace.

 

Storia che vien da lontano, si direbbe. Ma anche no, perché nasce in realtà dentro un armadio del Laboratorio Rodari al Centro Internazionale Malaguzzi. Qui dormiva da anni una cicogna, marionetta storica costruita dall’indimenticato burattinaio Mariano Dolci. Si era pensato a lei, inizialmente, ma con ‘sta storia che la cicogna porta i bambini, in effetti, le sue quotazioni erano parecchio scese. Come sempre, la vita di tutti è fatta di incontri. Ed ecco che la cicogna incontra Ayaka, una giovane atelierista che ha scelto Reggio per un tirocinio internazionale, proveniente dall’Isola di Hokkaido, terra di molte gru e poche cicogne. Ayaka e la cicogna si guardano. È deciso, Ayaka trasforma la cicogna in gru, con poche ma sapienti modifiche. Si realizzano poi, altre 32 grandi gru-copie, il simbolo che ogni scuola porterà in piazza Prampolini in occasione della manifestazione dedicata alla mozione popolare “SERVIZI EDUCATIVI 0/6: FONDAMENTO DEL DIRITTO DI CITTADINANZA”.

 

Sarebbe bello, però, lasciare un segno anche ai bambini che parteciperanno… Guarda caso dall’Auditorium del Centro Internazionale esce la delegazione giapponese di 50 partecipanti, impegnata nello study group di Reggio Children: Ayaka sa che tutti i giapponesi sanno fare una gru con la carta, i 50 insegnanti si mettono al lavoro, sarà il loro dono speciale alle scuole e ai nidi di Reggio Emilia.

 

La storia è destinata a continuare, non sappiamo come, ma al Centro Internazionale la questione degli origami pare non essere conclusa…

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