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L’ospedale con gli occhi dei bambini

L’ospedale è un posto importante, a Reggio, della città. Se conosci un posto, dopo, la paura un po’ va via. In ospedale c’è la musica di silenzio, quando in tutto l’ospedale dormono e si sentono solo i carrelli o i campanelli che schiacci il pulsante per chiamare qualcuno“. Leggeri e, al tempo stesso profondi, i pensieri dei bambini, da oggi, accompagneranno quanti attraverseranno Poliambulatori e Core, dove due installazioni sono state inaugurate sabato 8 aprile 2017: lungo i corridoi e sui vetri delle finestre scorre una selezione dei pensieri di bambini di 4 e 5 anni della Scuola dell’infanzia Ernesto Balducci, che hanno partecipato al dialogo che, da anni, si rinnova tra i servizi educativi comunali di Reggio Emilia e l’Arcispedale S. Maria Nuova.

 

Questo progetto rientra, come altri analoghi, nel percorso “L’ospedale con gli occhi dei bambini” promosso da Istituzione Scuole e Nidi, Reggio Children, Fondazione Reggio Children Centro Loris Malaguzzi, Arcispedale S.Maria Nuova, e che ha come obiettivo sostenere l’incontro tra i bambini e i luoghi pubblici della città – in questo caso in particolare l’Arcispedale – per renderli spazi sempre più accoglienti e relazionali.

 

Un papà, che lavora nell’ospedale, ha lanciato l’idea: quale sarà l’immagine che i bambini hanno dell’ospedale? Lo vedono solo come luogo di sofferenza o è forse più una percezione degli adulti?

Alcune visite dei bambini nei luoghi dell’ospedale –  corridoi, piani alti, ambulatori, scale, ma anche spazi esterni, parchi adiacenti – e incontri con operatori sanitari, con le successive elaborazioni a scuola, hanno aiutato ad avere un quadro più chiaro e, decisamente, molto interessante di quello che pensano i bambini.

Intanto, “all’ospedale ci sono dei letti dove le mamme si sdraiano per far nascere i bimbi” e “I dottori sono persone normali come noi: abitano in casa, però quando bisogna andare a lavorare vanno all’ospedale a curare le persone“. E poi “Se uno non sta male, può andare a casa“, ma attenzione perché “Se uno è morto, non serve a niente andare all’ospedale, perché non possono farlo rivivere!”.

Saggi, i bambini non pensano all’ospedale come solo luogo di malattia, ma di cura: “Curare vuol dire far star bene una persona“. Solo persone? Neanche per sogno “Noi ci prendiamo anche cura dei nostri cani veri. Poi noi a scuola facciamo i curatori dell’orto. Tutte le persone si devono prendere cura di tutto il mondo”.

 

Non mancano i consigli dei bambini a chi si trova costretto a stare in ospedale: “Se venite in ospedale per far nascere un bambino, vi consigliamo di riposarvi perché poi il bambino è pesante e se cade, e non ha il ciuccio, non si riesce a calmare. Vi consigliamo di portare un libro o un gioco, così non vi annoiate mentre aspettate. Se dovete stare qualche giorno, e anche di notte, vi consigliamo di fare amicizia con quello che non conosci e che è vicino al tuo letto.

Tutti i pensieri dei bambini, di cui le installazioni in ospedale riportano una selezione, sono raccolti in una pubblicazione che è stata distribuita a quanti hanno partecipato al progetto.

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