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“Una bambina senza stella”, presentazione libro

Anche in condizioni difficili ed estreme, i bambini possiedono un potenziale vitale che li può salvare. Le risorse della fantasia, del gioco, della gioia interiore li aiutano non solo a resistere, ma a crescere in modo autonomo e creativo.

Lo dice Silvia Vegetti Finzi, una dei maggiori psicologi italiani, che sarà mercoledì 9 novembre 2016, alle 21.00, al Centro Internazionale Loris Malaguzzi a presentare il suo ultimo libro “Una bambina senza stella. Le risorse segrete dell’infanzia per superare le difficoltà di una vita“, edito da Rizzoli.

 

L’incontro è nell’ambito di “Crescere insieme – la complessità dell’educare”, a cura di Centro Internazionale Loris Malaguzzi, Istituzione Scuole e Nidi d’Infanzia, Consigli Infanzia Città e Reggio Children, un progetto di incontri rivolti a genitori, ai componenti degli organismi di partecipazione delle scuole e dei nidi, agli insegnanti, ai cittadini.
“Vorrei che i genitori avessero più fiducia nei figli e più speranza nel loro futuro e che, invece di iper proteggerli li lasciassero, entro certi limiti, liberi di tentare, sbagliare e ricominciare, sempre facendo tesoro dall’esperienza. La vita s’impara solo vivendo”, racconta Silvia Vegetti Finzi, già docente di Psicologia Dinamica all’Università di Pavia.

 

E per scrivere questo libro, che viene dopo la trilogia sulle fasi dell’età evolutiva, scritto a quattro mani con Anna Maria Battistin, Silvia Vegetti Finzi parte da se stessa bambina.

Nata nel 1938, anno dell’entrata in vigore delle leggi razziali fasciste e della pubblicazione del Manifesto degli Scienziati Razzisti sul Giornale d’Italia, Silvia Vegetti Finzi è figlia di padre ebreo e di madre cattolica e quindi trascorre i suoi primi anni di vita in una condizione di precarietà. Tra flash della memoria alternate a riflessioni competenti, Silvia Vegetti Finzi parla di voglia di crescere, nonostante le condizioni di vita sempre più dure, nonostante una madre poco affettuosa, nonostante il “non detto” che aleggia sempre nei discorsi degli adulti, nonostante gli sguardi inquisitori, i pasti sempre più miseri, i vestiti sempre più duri sulla pelle. Una coraggiosa testimonianza che si conclude citando il poeta Mario Luzi: “Rimani tesa volontà di dire. Tua resti sempre e forte la nominazione delle cose. Delle cose e degli eventi”.

L’ingresso è libero

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